La mia proposta di ascensore

Ben tre amici diversi e che non si conoscono tra loro hanno criticato il mio post di qualche giorno fa nell’identico modo:

Troppo comodo limitarsi ad indicare il problema, senza proporre una soluzione!

La ragione per cui l’ho fatto è che sarebbe (è) una proposta troppo superficiale, che avrebbe bisogno di essere studiata con molta più attenzione e che sicuramente non ha il beneficio di una analisi quantitativa accurata. D’altronde l’accusa di paraculaggine è insopportabile, per cui ecco la mia

Proposta

Se si accetta il presupposto che la catena dell’ascensore sociale funzioni così:

SAPERE >> REDDITO >> PATRIMONIO

il quesito diventa: come facciamo a ridare speranza agli Esclusi, convincendoli che sulla base dei propri meriti hanno anche loro la possibilità di rientrare tra le Élites?

Come facciamo a prendere da chi ha per dare a chi non ha, evitando il rischio del banale assistenzialismo che caratterizzava le distribuzioni di frumento dell’Antica Roma spingendola alla sua espansione militare senza limiti?

Insomma, l’obiettivo è far sì che la redistribuzione “attecchisca” mettendo in moto l’ascensore sociale: riflettiamo dunque su quali azioni siano possibili in ciascuno dei tre stadi dell’ascensore.

ascensore.jpg

Il patrimonio

La storia ci dice che tassare i Patrimoni è sempre più difficile: se una volta i patrimoni si toccavano (case, ville, palazzi, terreni) oggi essi sono sempre meno “real estate” e sempre più virtuali. In effetti non credo esista da nessuna parte un registro di chi ha, quanto ha e soprattuto dove ha.

Dunque il primo problema sarebbe dove andare a prendere le informazioni; certo, si può immaginare di obbligare le banche a operare un prelievo forzoso nottetempo dai conti correnti, una strada già testata con risultati disastrosi.

Anche a voler ignorare gli eventuali profili di incostituzionalità, una misura di questo tipo dovrebbe comunque essere legiferata e quand’anche l’urgenza del momento permettesse di ottenere una maggioranza, nell’istante stesso in cui si iniziasse a parlarne i grandi patrimoni in pochi microsecondi sarebbero trasferiti verso lidi sicuri, ma soprattuto le Banche sarebbero prese d’assalto facendole fallire tutte in pochissimi giorni.

Per mitigare un effetto del genere, bisognerebbe che non vi fossero “lidi sicuri”, cioè che questa stessa legislazione restrittiva venisse posta in essere in tutte le economie sviluppate o, almeno, a livello Europeo.

Sarebbe più semplice far passare una delibera che richiede mille millesimi nel vostro condominio…

I redditi

Lo stiamo facendo dalla fine del Settecento(1) ed in effetti gli economisti hanno rilevato qualche beneficio: tra il 1950 ed il 1980 le disuguaglianze si sono effettivamente ridotte. Questa tassazione però si è lasciata “scappare” i redditi di tipo finanziario, che dal 1980 in poi hano ricominciato a far crescere il divario tra Élites ed Esclusi.

Un intervento fiscale sui redditi finanziari è forse leggermente meno impossibile dell’intervento patrimoniale, ma ne stiamo parlando da quasi quarant’anni senza alcun passo avanti (valga per tutti l’esempio ormai frusto della Tobin Tax: formulata per la prima volta nel ’72, era ancora a livello di proposta nella piattaforma elettorale di Hillary Clinton nel 2016)

In più sempre maggiore vigore assumono le teorie di fiscalità piatta, nonostante l’evidenza del beneficio spropositatamente concentrato su chi ne ha meno bisogno, grazie alla retorica della trickle down economy che non è suffragata dai fatti ma sembra tangibile e diretta e dunque, piace quasi a tutti.

Il sapere

La correlazione positiva molto forte tra qualifiche superiori e reddito viene provata di continuo, ed è del tutto evidente che un ingegnere con un ottimo stipendio rende allo Stato molto di più di un commesso di grande magazzino pur costandogli sostanzialmente lo stesso (sanità, infrastrutture, difesa).

Se rende di più, allora, perché non investire per incoraggiare il giovanotto diciottenne a scegliere l’una via anziché l’altra?

Questo investimento potrebbe prendere la forma di varie misure:

  • istruzione universitaria gratuita
  • residenze statali per studenti
  • reddito minimo di inclusione

tutte graduabili in funzione dei risultati ottenuti: uno studente volenteroso e capace ottiene tutto gratis, e anzi viene mantenuto agli studi, mentre un somaro svogliato – se proprio vuole studiare – si paga tutto (come succede ora).

In Italia si producono circa 150.000 laureati all’anno (una delle percentuali più basse d’Europa); raddoppiarli offrendo queste misure potrebbe significare un costo totale di 6-7 miliardi l’anno che però nel lungo periodo si tradurrebbero senz’altro in un beneficio fiscale netto per lo Stato(2)

Certo, poi ne discenderebbe la necessitò di un miglioramento della qualità delle Università italiane e, di conseguenza, degli altri ordini di studi anche se sono persuaso che non stiamo partendo da una situazione di drammatico ritardo.


(1) introdotta dal governo inglese nel 1798

(2) qui sì che ci vorrebbe qualcuno capace di fare questi conti…

L’ascensore post-ideologico

Come fanno a stare insieme Lega e Cinquestelle? Due ideologie che sarebbero agli antipodi, che se ne sono dette di tutti i colori in campagna elettorale, con valori che sono opposti tra loro, eppure…

La ragione forse è che le ideologie non descrivono più adeguatamente i blocchi sociali.

Piketty ha ben descritto la spirale di accumulo che inesorabilmente concentra nel 10% più ricco della popolazione una percentuale spropositata dei guadagni: l’imposta progressiva sul reddito ha rallentato il fenomeno ma non lo ha fermato, creando con l’andar del tempo accumuli incredibili di ricchezza. Fa tristezza pensare con quanto abbandono ora si promuove la tassazione piatta che darebbe un ulteriore impulso a questo tremendo meccanismo sperequativo.

Quelli che FANNO (i soldi) piano piano si trasformano perciò in quelli che HANNO (i patrimoni) ed, una volta lì giunti, sfuggono in buona sostanza alla livella delle tasse.

La soluzione del capitalismo moderno è stata quella di dare ad ognuno la possibilità di essere tra quelli che FANNO regalando a tutti salute ed istruzione gratuite (o quasi): quelli che SANNO possono perciò diventare quelli che FANNO e, se sono fortunati, anche quelli che HANNO.

Ma mentre questo ascensore sociale faticosamente faceva il suo lavoro, il motore del capitalismo metteva il turbo al settore finanziario grazie a innovazione tecnologica e globalizzazione ed il divario, anziché diminuire, è aumentato facendo aumentare anche il livello delle competenze necessario per mettere in moto l’ascensore stesso, tagliando così fuori fasce sempre maggiori di popolazione.

La frattura fra l’élite di chi SA, FA e perciò HA e il popolo che ne è escluso si è definitivente consumata.

Non deve dunque meravigliare se il popolo escluso ascolta sirene populiste: anche solo per comprendere l’illogicità di certe promesse bisognerebbe SAPERE, ma il popolo è per definizione escluso dal sapere che, anzi, guarda con sospetto perché lo percepisce (non senza ragione) quale primo strumento della propria esclusione.

Senza nessun complotto si è formato il partito dell’Élite (i pochi che SANNO, FANNO ed HANNO e il partito del Popolo (i molti esclusi) come innumerevoli volte prima d’ora e se in passato questa tensione ha scatenato sanguinose rivoluzioni, oggi basta votare: Ungheria, USA, Russia, Austria, (quasi) Francia, (quasi) Olanda, Italia e chissà quanti altri.

La Storia insegna però che queste Rivoluzioni – nascano nel sangue o nelle urne – alla fine cambiano molto poco: al più (ma nemmeno sempre) cambia qualche nome nella Élite ma… tutto ricomincia come prima.

La domanda dunque è se – una volta terminata la fase rivoluzionaria che stiamo vivendo, speriamo senza troppe conseguenze – sia possibile trovare un nuovo modo per rimettere in moto l’ascensore sociale ma soprattutto convincere il popolo a ricominciare ad usarlo, e perché questo succeda sarà necessario

trovare il modo di rallentare i meccanismi divergenti di accumulo.

Se sapessi come fare, probabilmente contenderei il Nobel a Piketty :-D

#BBQ18

Archiviata con grande soddisfazione l’edizione 2018 del nostro barbecue d beneficenza.

FestaCatalfamo
Dal drone di Roberto Alfieri

Un po’ di numeri:

  • eravamo in 132 + 9 nani
  • abbiamo consumato 115 salamelle, 18 kg di pulled pork, 6 kg di fagioli, 12 kg di peperoni, 14 melanzane, 25 kg di patate, 16 filoni di pane, 130 panini, 60 birre, 26 bottiglie di vino, 56 litri d’acqua, 140 porzioni di dolce, quasi 1,5 kg di ciliegie, 2 torte portate dagli ospiti e… 94 caffé !
  • abbiamo raccolto €1940 (compresi i 250 provenienti dagli amici che, pur non essendo intervenuti, ci hanno sostenuto con una donazione) e ne abbiamo spesi 1000, dunque domani porteremo ai frati di Canepanova i 940 euro per la Mensa dei Poveri, perfettamente in linea con l’anno scorso (600 euro per 83 presenza)

Dove possiamo migliorare

  • La singola maggiore spesa è stato il noleggio del furgone per il trasporto di tavoli e sedie (€150) – l’anno prossimo dobbiamo trovare qualcuno che ce lo presti (cominciate a domandare in giro, serve un vano di carico di ALMENO 2m.)
  • Dobbiamo anche trovare qualcuno che ci presti un congelatore extra per il ghiaccio, che non ce n’è mai abbastanza
  • Tre portate di carne sono troppe, meglio fermarsi a due (sono rimasti nel surgelatore una quindicina di kg tra costine e hamburger) EDIT: i buoni frati si sono presi tutto ciò che era avanzato, e ci hanno doppiamente ringraziato!
  • La bruschetta iniziale va razionata/distribuita meglio e forse ammazza un po’ l’appetito
  • La musica dal vivo è piaciuta da matti, sarebbe però necessario un piccolo quadro elettrico esterno; inoltre bisogna capire come regolarsi per la SIAE (ho chiesto lumi “in alto” perché trattandosi di una festa privata in casa mia, forse è esente)

E ora, FOTO

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(e qui quelle di Giuseppe, fotografo ufficiale)

APPUNTAMENTO AL

9 GIUGNO 2019

Cos’è Basilium?

Come sempre, durante le campagne elettorali, parli con chi conosci e anche con chi non conosci. Questo vale anche per i piccoli centri come Basiglio, ove sto dando una mano all’amico Luigi Onesti che il 10 Giugno concorrerà alla carica di Sindaco per una lista di centrosinistra.

Pur non essendo candidato in prima persona, appoggio insieme ad altri amici la sua candidatura in quanto la ritengo coerente con i valori che hanno animato il progetto politico-associativo chiamato “Basilium” nel quale mi sono impegnato per quasi 25 anni.

Quando però interloquisco con persone (fortunate loro) assai più giovani di me, questo nome rischia di essere privo di significato, ragione per cui ho deciso di scrivere una breve storia di Basilium.

Gli inizi di Basilium

L’associazione Basilium nasce il 14 luglio 1994, per iniziativa di una dozzina di persone che – fin da allora – avevano a cuore la gestione del territorio di Basiglio per difenderlo dallo sfruttamento ad opera di operatori immobiliari: anche se i nomi sono cambiati, la proprietà di questi operatori è sempre riconducibile alla stessa famiglia.

Fin dal 1993, infatti, la allora EdilNord desiderava che fosse modificato lo strumento urbanistico (che all’epoca si chiamava Piano Regolatore) per permettere ulteriori edificazioni: su questa richiesta venne convocato un referendum che si risolse in una disfatta per l’Amministrazione in carica presieduta da Alessandro Moneta, che in effetti poco dopo fu sfiduciato dalla sua stessa maggioranza.

Elezioni 1994

Il 20 Novembre 1994 si andò dunque ad elezioni anticipate e per la prima volta comparve il simbolo di Basilium,

una semplice scritta azzurra in campo bianco: a spalleggiare il candidato Sindaco Mario Traxino molti dei soci dell’Associazione che però non è mai stata ansiosa di ingrossare le proprie file, dato che in 24 anni di esistenza ha accettato UN SOLO nuovo socio.

Molti di questi baldi (allora) quarantenni nel frattempo si sono trasferiti e qualcuno è anche già mancato, ma alcune facce le potrete incontrare ancora a far la spesa o a prendere un cappuccino al bar.

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Contro di loro una lista nominalmente civica sul cui volantino campeggiano però i simboli dei partiti che all’epoca costituivano la coalizione di CentroDestra: Forza Italia, Centro Cristiano Democratico, Alleanza Nazionale e Lega Nord.

Ciascuno dei candidati è in quota ad uno dei quattro partiti, e nella pattuglia di Forza Italia troviamo una persona che oggi conoscono tutti a Basiglio:

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che allora militava nelle file forziste e lo avrebbe fatto ancora per una decina d’anni e forse più.

Il risultato di queste elezioni è una atroce delusione per Basilium: lo storico Mario Traxino ottiene 1479 voti, ovvero solo 9 in meno del candidato del CentroDestra Marino De Nicolò che dunque diventa Sindaco.

Però c’è appena stato un Referendum in cui i cittadini di Basiglio hanno in stragrande maggioranza detto “NO” a ulteriori sviluppi edilizi e il Sindaco De Nicolò che pure ha messo in programma una “revisione del PRG con un incremento pari al 5% dell’esistente” non se la sente di forzare la mano, lasciando trascorrere il suo mandato – segnato fra l’altro da notevoli problemi di salute – senza mettere in cantiere granché, se si eccettua il cosiddetto “Castellotto”, come venne chiamato allora; nonostante l’ opposizione di Basilium il progetto – peraltro consentito dal PRG in vigore – alla fine venne realizzato: si tratta di quel condominio in via don Silvio Coira di fronte all’ex-asilo delle Suore, la cui sagoma condannò al buio semi-permanente le villette che sorgono dietro.

Ma nel corso di questo mandato Basilium si è fatta sentire su moltissimi temi, arrivando persino a pubblicare una specie di periodico (o per meglio dire, una sequenza di volantini) sempre imperniati sul tema dell’urbanistica e della buona gestione.

Elezioni 1998

E dunque si presenta alla tornata elettorale successiva più agguerrita che mai, presentando quale candidato una donna senza nessuna esperienza politica, l’avvocato Mirella Facchin, al quale si oppone nientemeno che l’onorevole Valentina Aprea, con la quale l’inesperto avvocato sostiene persino con successo un dibattito televisivo in diretta.

Gruppo 1998.png

Anche nel 1998 il tema centrale è quello dell’Urbanistica su cui Basilium conia il fortunato slogan dell’Opzione Zero:

Programma - Urbanistica.png

Il risultato sorprende tutti perché Basilium vince di 145 voti. L’Amministrazione si distingue per attivismo ed i risultati non tardano ad arrivare: grazie ad una vigorosa lotta all’evasione (principalmente a carico di alcuni Enti Pubblici) ed una gestione oculata il Bilancio viene rapidamente rimesso in sesto, al punto che – unica Amministrazione nella storia di Basiglio – le imposte locali vengono DIMINUITE. Viene ristrutturato l’intero Centro Storico, allungata la pista ciclabile realizzandola in calcestre anziché in asfalto, avviata la raccolta differenziata, costruiti gli spogliatoi per il centro sportivo, assegnata una nuova sede alle associazioni, ampliato il cimitero e la sede comunale, Viene persino avviato il percorso di acquisizione a patrimonio comunale dell’anello di strade intorno al comprensorio e delle aree a verde non di pertinenza delle residenze.

Senza costruire un metro cubo.

Con risultati come questi – si direbbe – la rielezione è assicurata. Ma non è così.

Elezioni 2003

Gruppo 2003.png

Imparata la lezione del 1998, infatti Forza Italia punta senza divisioni di sorta su Marco Flavio Cirillo che si presenta con un rassicurante programma che evita accuratamente ogni accenno ad espansioni urbanistiche e vince nettamente.

Urbanistica.png

Ed infatti sarà solo nel secondo mandato che verrà avviata la completa revisione del PGT per arrivare allo strumento di cui stiamo parlando oggi.

Basilium, oggi

24 anni di battaglie a difesa del territorio ci hanno fatto capire che non si può mai tirarsi indietro. L’esperienza di Officina, una lista civica con la quale, sulla carta, Basilium condivideva molti valori è stata deludente: l’obiettivo principale, lo scardinamento del PGT voluto da Cirillo e Forza Italia a beneficio delle immobiliari è stato completamente mancato.

Eppure il mandato ricevuto dagli elettori era stato plebiscitario, premiando il candidato Eugenio Patrone (sì, proprio lo stesso) con 1.837 voti contro i 1.239 ottenuti dalla lista alla cui guida Andrea Pastore aveva sostituito Cirillo.

Le ragioni di questo fallimento così doloroso sull’unico obiettivo veramente significativo in gioco sono tutt’ora motivo di discussione.

Per fortuna si è formata nel frattempo una nuova generazione di quarantenni che amano la propria città come allora lo amammo noi ai quali possiamo passare il nostro testimone.

Le possibilità di disfare ciò che è stato architettato con tanta cura sono ormai pochissime, e questo è giusto che i cittadini di Basiglio lo sappiano; Cirillo ha nel frattempo rotto i ponti con Forza Italia per ragioni che conoscono solo loro e che a noi non interessano, ma entrambi sono direttamente e completamente responsabili di aver dato via libera ad una colossale speculazione che i cittadini di Basiglio non hanno mai voluto.

Sia che miracolosamente si trovi un qualche rimedio, sia che si possa solamente gestire la situazione, è essenziale che la controparte dell’imprenditore immobiliare siano gli eredi dell’unica Amministrazione che è riuscita ad opporglisi efficacemente.

WTF, Italy?

A few of my friends who love this country but are not Italians asked me what the hell is going on here, as media accounts are – as always – confused and biased.

I am no better (confused and biased, that is) but I will put my considerations in writing with the hope that this process helps me clarify my own thinking.

1 – what happened

That’s the easy one: sensing he was riding the wave of consensus, the leader of the Lega (Matteo Salvini) pretended to work together with the Movimento 5 Stelle (Luigi Di Maio) to hack together a program (the Contract) full of pie-in-the-sky promises on which the two populist parties would govern together, but when it was time to get the assent of the President of the Republic (which in Italy gives the job of Prime Minister and nominates the Ministers on suggestion by the PM) they suggested as a candidate for the Ministry of Economy, Paolo Savona, an 82yo economist known for his anti-euro stance.

Since any reference to an Italexit was carefully edited out of the Contract, President Mattarella demanded – as is his Constitutional prerogative – an alternative name, and when mr. Salvini refused to budge, the deal fell thru.

2 – what’s happening now

President Mattarella has given the job to Carlo Cottarelli, an IMF banker and a deficit hawk who was Spending Review Commissioner.

Of course, he may or may not get a confidence vote in Parliament (not likely, looking at the numbers, esp. in the Lower Chamber) which will determine how much he will be able to rule and the sort of 2019 Budget he’ll be able to pass, in view of the automatic Safeguard VAT increase to 25% which may kick-in next year.

That said, mr. Cottarelli may be able to turn the crisis to his (and our) advantage in negotiating with Bruxelles which, regardless of what the hawks say, can ill-afford to lose a founding member. Moreover, this is not Greece, where at stake were the balance sheets of a few German and French banks: the sheer size of Italy’s debt is also its best weapon, once everybody agrees the barbarians are at the gate.

3 – what will happen next

Another vote, of course, but the plot thickens.

On the surface, the populists have a majority: all they have to do is work together, carry the election on an openly anti-Euro platform and then get on with it. This time, President Mattarella could NOT stop them on grounds voters have been misled by not discussing openly Italexit.

Except for two things:

  • The Five-star Movement feels betrayed and manipulated and they have immediately aired this feeling: their fear is that the main change in the new ballots would be a net migration of voters from their party to the Lega; they also fear that some of their voters of left-wing ideology (of which there is plenty), resenting the cozy relationship with the extreme far right of the Lega may not confirm their vote. Its current leader mr. Di Maio is damaged beyond repair and will inevitably fall prey of the in-party feeding frenzy.
  • The Lega has an issue with an all-out anti-Euro campaign as this would fray their relationship with europeist Forza Italia with whom they govern in hundreds of cities and regions. Moreover, the strongest constituency of the Lega is in the rich, productive and exporting North, which would hardly welcome the move.

Therefore the populist front is divided and more likely to reallocate a few percentage points from one to the other, rather than advancing as a whole and the dramatic spate makes it next to impossible to campaign, let alone govern, together.

Forza Italia gets its thoroughbred horse back in the race following the judicial rehab of Silvio Berlusconi, and the Democrats will move to a new leadership (my money is on this man) completing their transition to a fully Social Democratic party: they share a strong europeism and may be able to use it as the central plank of a new common platform.

 

Obsessed by the short term

In recent times, two big corporate scandals seemed poised to shake the foundations of giant Corporations: Dieselgate and Cambridge Analytica.

Except they did not: data shows record sales for Volkswagen and increased use of Facebook.

This is due – IMHO – to our difficulty in focusing on anything that’s not short term: expecting that a segment so important for the economy flips instantly is like expecting  a supertanker to turn on a dime

Image result for supertanker

In this chart I estimated the value of the Automotive segment for Italy (in billion Euros per year) concluding that the shift to electric mobility will probably cause 37 out of 150 bn to simply disappear but also re-allocating about 30 of the remainder.

67 billions changing hands (either in the pockets of consumers or move from one segment to another) in Italy alone which represents about 2,4% of the world market will require A LOT OF TIME to happen. Screenshot 2018-05-21 17.52.11.png

To be honest I do not know what is the corresponding earthquake impending on Facebook, but I would not expect it to happen in a month or in a year: the U.S Census Bureau tells us that the share of e-Commerce on total Retail sales was 0.5% in Q4 ’99, 3.8% in Q4 ’07 and was 10,.5% in Q4 ’17 – a little over 10% and we’re already yelling Armageddon.

My dad worked in the oil business and told me a few stories about oil tankers: in one he said that good skippers start to steer them before they even see the harbor. In another he said once the steering starts, nothing on Earth can stop it.

 

On behalf of Dad

Sometimes I perform my filial duty as the official speaker for my dad Antonio.

He is an engineer by background and career, but has always cultivated a keen amateur interest as a linguist. At 89, he is nearly blind but can still read the morning paper, and yesterday he called me, asking me to write a letter to “my friend” Emmanuel Macron, President of France. (He has obviously a rather distorted view of the level of my international connections but who am I to correct that minor, flattering misperception?)

So this letter will be duly addressed to @emmanuelmacron (mr. Macron’s Twitter account) and who knows, maybe his Social Media Manager will deem it worthy of his attention.


Dear mr. Macron,

in your recent visit to Australia, you have been criticized by both the Anglo-Saxon mainstream and social Media for qualifying mr. Turnbull’s wife as “delicious”.

I am writing this letter to show you my support, as – indeed – you are right and they all are dead wrong.

The word “delicious” comes directly from late Latin deliciosus “delicious, delicate,” from Latin delicia  “a delight, allurement, charm,” from delicere “to allure, entice,” from de- “away” + lacere “lure, deceive” (related to laqueus “noose, snare”) (etymology link)

The meaning therefore is more connected to attraction (and therefore love) rather than taste, and in fact Catullus famously uses it in his Second Poem:

Passer, delicia meae puellae […]

Obviously, the sparrow in question is the object of Lesbia’s pet love and certainly not her culinary lust.

The word “delicious” (Fr. délicieux, It. delizioso, Sp. delicioso) indicates therefore something or someone inspiring such charm as to allure someone.

Over time, this meaning was extended becoming indicative of ANY sort of pleasure, including the one related to food, but the original meaning is not forgotten, at least by those who care for the origin of words.

Your use in reference to a lady such as ms. Turnbull was therefore entirely appropriate and she should be flattered by your compliment.

Anglo-Saxon media and Social Media users, on the other hand, deserve an “F” in Latin.

 

Gianni Catalfamo (gianni@catalfamo.com) on behalf of my father,

Antonio Catalfamo

Why the Senate audition is NOT good news for Facebook

Screenshot 2018-04-11 11.24.15.png

By many accounts, mr. Zuckerberg’s Senate hearing yesterday was a roaring success: stock’s up and Senators appeared NOT to understand what Facebook does or how the Internet works. From a media standpoint

the Zuck 1 – U.S. Senate 0.

But that’s nothing new: lawmakers (not just American) rarely understand what’s happening at the bleeding edge of innovation. In truth, very few people do, and this explains why these very few people are obscenely rich and powerful.

This happened before: U.S. lawmakers did not understand the railways, did not understand mainframe computers, did not understand the Personal Computer – but seeing the immense fortunes amassed by people or companies like Cornelius Vanderbilt, IBM or Microsoft they clumsily tried to rein them in. In my time, both IBM and Microsoft ended up being hamstrung by their stormy relationship with the DoJ and while neither company was “made poor” (in fact they still rank among the world’s largest and most successful corporations) their world dominance streak was chopped.

The stock market witnessed Zuckerberg’s superiority in the hearing and bid the share price up, but IMHO they will soon realize that what they hailed as a victory is indeed a damning episode for Facebook: expect the emergence of a powerful legal compliance department which will dictate what can or cannot be done. Expect long and costly wranglings with the DoJ as U.S. (and European) lawmakers hammer down on its dominance, fueled by competitors’ lobbyists.

It was an old adage that “IBM was run by lawyers” and not many people may have noticed Microsoft’s current President is a Bradford L. Smith whom I have met and worked with when he was one of their senior lawyers.

Expect now EU Commission hearings (compounded by the well-known taxation ongoing issue, and maybe others.

Far from positive for the company, yesterday started a major, irreversible modification of the way Facebook does business.

Fifty years ago…

…in Washington, D.C. premiered the movie that I love more than any other.

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I wasn’t going to see it until the fall, when my dad took the whole family to see it for my 12th birthday present. This in itself is weird, because we did not go much to the movies together as a family.

I remember that – like most people – we were dumbfounded and we spent the whole evening discussing what was the meaning of the movie. I went again to see it shortly afterwards, and many, many times after that. I read all of Arthur C. Clarke’s novels and when I joined IBM the fascination of the evil computer’s name being one letter before my employer’s name was not lost on me.

Given my age I don’t think there will ever be a movie I will watch more often than this one, nor there will ever be a director I will love more than Kubrick. “A clockwork orange” defined and inspired a whole generation of gang-film directors,  “Full Metal Jacket” says everything there is to say on the Vietnam war, “the Shining” closes the book on psych-horror flicks, “dr. Strangelove” describes the madness of the Cold War in a rarefied, yet hilarious manner.

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Of the countless anecdotes about Kubrick’s fastidiousness, these are my favorite ones:

  • in “Eyes Wide Shut” the camera pans on a street where Tom Cruise is walking; for a split second a newsstand enters the picture in the background. Kubrick personally picked every magazine which appears ON THE FAR SIDE of the newsstand.
  • In “2001” when on his way from the space station to the Moon, scientist Heywood Floyd needs to go to the bathroom, and he is briefly seen reading the instructions for use. The image below is the actual movie frame: as you can see, you may be able to read the heading if you’re very sharp-eyed, but nothing more, yet they make perfect sense.

P.S. #1: You probably guessed what’s on my TV tonight

P.S. #2: The keen-eyed will see that this has been posted at 20:01…

Fusione e Fissione

ENGLISH

Ogni tanto trovo qualcuno che confonde  queste due parole alquanto simili, forse perché entrambe hanno a che fare con grandi quantità di energia ed entrambe possono essere usate per fabbricare bombe.

E’ un errore scusabile?

Questo documento ha un obiettivodi mera divulgazione: sono state fatte molto approssimazioni e esemplificazioni per renderlo comprensibile, conservadone la base scientifica.

Spero di aver messo in pratica la massima del prof. Feynman: “Se non riusciamo a spiegarlo a una matricola, significa che non l’abbiamo veramente capito”

Esprimendoli il più semplicemente possibile, i due principi di funzionamento sono questi:

  • FISSIONE: la divisione di una atomo grande in due atomi più piccoli. rilasciando energia
  • FUSIONE: l’unione di due piccoli atomi per formarne uno più grande, rilasciando energia

Esaminiamoli uno alla volta.

Fissione

Nella fissione lanciamo ad alta velocità dei neutroni verso un nucleo pesante, ad esempio Uranio-235; i neutroni – con il loro carico di energia cinetica – atterrano su un nucleo semisolido di Uranio già piuttosto tremolante, transformandolo brevemente nell’ancor più instabile Uranio-236 che si mette ad oscillare assumendo una forma bilobata; quando i due lobi raggiungono una distanza superiore alla distanza efficace della forza Nucleare (di cui parleremo dopo) si dividono in (di solito) due nuclei più leggeri, sparando fuori altri neutroni e un po’ di energia sotto forma di raggi gamma (*); i neutroni liberi colpiscono altri nuclei di U-235 ed il processo si ripete, dando vita alla cosiddetta “reazione a catena”.

Per immaginare questa situazione, considerate un elastico tenuto teso da una molletta. Applicando una piccola quantità di energia alla molletta (il neutrone), l’elastico viene liberato e riacquista la sua forma naturale, rilasciando una grande  quantità di energia elastica.

Questa reazione a catena diverge rapidamente: in una bomba A (come quella di Hiroshima) in modo esplosivo, mentre in un reattore nucleare viene inserito un “moderatore”, cioè una sostanza che assorbe una parte dei neutroni liberi rallentando la reazione per renderla controllabile.

In linea di principio potremmo dividere qualsiasi nucleo, ma in pratica l’energia liberata è maggiore di quella applicata solo per quelli più pesanti e questa differenza cresce col peso, al punto che la maggior parte degli elementi trans-uranici decadono radioattivamente in modo naturale in frazioni di secondo. L’Uranio è il più pesante nucleo che esista stabilmente in Natura (**).

Fusione

Il processo di fusione è l’esatto opposto: mettiamo due elementi leggeri l’uno vicino all’altro fino a farli cadere nel pozzo energetico della forza Nucleare, per comprendere il quale è necessaria una breve digressione sulla struttura interna dell’atomo.

Sappiamo dalla fisica elementare che l’atomo è fatto da un nucleo di protoni e neutroni con una nuvola di elettroni che gli gira attorno. Per avere un’idea delle dimensioni, se il nucleo fosse largo 1 metro, gli elettroni sarebbero a 100 km di distanza. I protoni hannn carica positiva, i neutroni non ne hanno nessuna e gli elettroni hanno carica negativa; dal momento che cariche opposte si attraggono, come mai gli elettroni non cadono sul nucleo?

Prendiamo due magneti: lasciati liberi, il polo positivo dell’uno si attaccherà al polo negativo dell’altro. Ora colleghiamoli con uno spago e facciamone muovere uno: a causa dello spago, esso non può che muoversi intorno all’altro e se la sua velocità è sufficiente, la sua inerzia impedirà che cada su quello che resta fermo. L’equilibrio tra inerzia ed attrazione elttrostatica rende l’atomo quello che è.

Ma il nucleo, invece? Tutte le particelle che contiene hanno carica positiva o nulla, non dovrebbero respingersi?

In effetti lo farebbero, se non fosse per un’altra strana forza chiamata forza Nucleare; le forze che sperimentiamo fisicamente sono quella elettromagnetica (attrattiva o repulsiva a secondo della carica) o la gravità (sempre attrattiva) ed entrambe diminuiscono col quadrato della distanza. La forza Nucleare invece è trascurabile a distanze superiori al diametro di un nucleo, fortemente attrattiva a quella distanza per poi diventare repulsiva a distanze ancora minori! (***).

Come risultato, i protoni ed i neutroni vengono tenuti insieme nel nucleo, ma non possono comprimersi di più.

Dunque, quando spingiamo due piccoli nuclei sempre più vicini, è come se spingessimo due palline da golf oltre il ciglio di una buca: ad un certo punto supereranno il ciglio e precipiteranno l’una contro l’altra in fondo alla buca.

L’energia necessaria per la spintarella è minore dell’energia rilasciata nello scontro fino al nucleo di Ferro-26 dopodiché diventa maggiore; anche se l’abbiamo chiamata “spintarella” però si tratta di una quantità energia molto grande: in pratica i nuclei devono avere un’altissima velocità, cioè trovarsi alla temperatura di almeno 100M °K (sei volte la temperatura al centro del Sole)(****).

Confinare un plasma a 100 milioni di gradi non è uno scherzo e richiede energie enormi: fino a che queste energie non sono molto inferiori alle energie rilasciate, nessun reattore a fusione serve a nulla e la ricerca si concentra su tecniche di confinamento che adottano soluzioni molto diverse.

Conclusione

Fissione e fusione liberano l’energia di legame dei nuclei atomici: questa energia è massima per il nucleo di Ferro-26, dunque si ottiene energia dividendo i nuclei più pesanti del Fe-26 e mettendo insieme quelli più leggeri. Naturalmente il rilascio è massimo agli estremi:

binding energy

La Natura preferisce la fusione perché l’idrogeno è più abbondante di qualsiasi altro elemento e la sua densità energetica è un po’ maggiore, soddisfancendo meglio la fame insaziabile di entropia dell’Universo: da un punto di vista umano, la fissione è più facile da ottenere, il suo combustibile è più scarso (anche se comunque abbondantissimo) ed i suoi sottoprodotti più inquinanti.

D’altra parte la fusione è più difficile da controllare, ma usa un carburante disponibile in quantità quasi illimitata ed i suoi sotto-prodotti sono meno pericolosi.

Fissione e fusione hanno densità energetiche simili: 1 kg di combustibile rilascia rispettivamente 20,000 e 24,000 MWh di energia, confrontato con i miseri 14-15 kWh ottenuti bruciando 1 kg di qualsiasi combustibile fossile.

Possiamo concludere che, se anche i processi ed i materiali sono molto diversi, il principio fisico è molto simile.


NOTE

(*) in questa descrizione semplificata non teniamo conto di neutrini e anti-neutrini

(**) in effetti il Torio-232 andrebbe anche meglio, ma dato che i suoi sottoprodotti non hanno applicazioni militari, negli anni ’40 gli fu preferito l’Uranio

(***) la forza Nucleare NON È una delle quattro forze fondamentali esistenti in Natura, ma piuttosto un complicatissimo effetto collaterale della loro azione

(****) il Sole riesce a cavarsela con una temperatura minore perché si aiuta con l’enorme pressione gravitazionale dovuta alla sua massa


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