Why the Senate audition is NOT good news for Facebook

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By many accounts, mr. Zuckerberg’s Senate hearing yesterday was a roaring success: stock’s up and Senators appeared NOT to understand what Facebook does or how the Internet works. From a media standpoint

the Zuck 1 – U.S. Senate 0.

But that’s nothing new: lawmakers (not just American) rarely understand what’s happening at the bleeding edge of innovation. In truth, very few people do, and this explains why these very few people are obscenely rich and powerful.

This happened before: U.S. lawmakers did not understand the railways, did not understand mainframe computers, did not understand the Personal Computer – but seeing the immense fortunes amassed by people or companies like Cornelius Vanderbilt, IBM or Microsoft they clumsily tried to rein them in. In my time, both IBM and Microsoft ended up being hamstrung by their stormy relationship with the DoJ and while neither company was “made poor” (in fact they still rank among the world’s largest and most successful corporations) their world dominance streak was chopped.

The stock market witnessed Zuckerberg’s superiority in the hearing and bid the share price up, but IMHO they will soon realize that what they hailed as a victory is indeed a damning episode for Facebook: expect the emergence of a powerful legal compliance department which will dictate what can or cannot be done. Expect long and costly wranglings with the DoJ as U.S. (and European) lawmakers hammer down on its dominance, fueled by competitors’ lobbyists.

It was an old adage that “IBM was run by lawyers” and not many people may have noticed Microsoft’s current President is a Bradford L. Smith whom I have met and worked with when he was one of their senior lawyers.

Expect now EU Commission hearings (compounded by the well-known taxation ongoing issue, and maybe others.

Far from positive for the company, yesterday started a major, irreversible modification of the way Facebook does business.

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Fifty years ago…

…in Washington, D.C. premiered the movie that I love more than any other.

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I wasn’t going to see it until the fall, when my dad took the whole family to see it for my 12th birthday present. This in itself is weird, because we did not go much to the movies together as a family.

I remember that – like most people – we were dumbfounded and we spent the whole evening discussing what was the meaning of the movie. I went again to see it shortly afterwards, and many, many times after that. I read all of Arthur C. Clarke’s novels and when I joined IBM the fascination of the evil computer’s name being one letter before my employer’s name was not lost on me.

Given my age I don’t think there will ever be a movie I will watch more often than this one, nor there will ever be a director I will love more than Kubrick. “A clockwork orange” defined and inspired a whole generation of gang-film directors,  “Full Metal Jacket” says everything there is to say on the Vietnam war, “the Shining” closes the book on psych-horror flicks, “dr. Strangelove” describes the madness of the Cold War in a rarefied, yet hilarious manner.

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Of the countless anecdotes about Kubrick’s fastidiousness, these are my favorite ones:

  • in “Eyes Wide Shut” the camera pans on a street where Tom Cruise is walking; for a split second a newsstand enters the picture in the background. Kubrick personally picked every magazine which appears ON THE FAR SIDE of the newsstand.
  • In “2001” when on his way from the space station to the Moon, scientist Heywood Floyd needs to go to the bathroom, and he is briefly seen reading the instructions for use. The image below is the actual movie frame: as you can see, you may be able to read the heading if you’re very sharp-eyed, but nothing more, yet they make perfect sense.

P.S. #1: You probably guessed what’s on my TV tonight

P.S. #2: The keen-eyed will see that this has been posted at 20:01…

Fusione e Fissione

ENGLISH

Ogni tanto trovo qualcuno che confonde  queste due parole alquanto simili, forse perché entrambe hanno a che fare con grandi quantità di energia ed entrambe possono essere usate per fabbricare bombe.

E’ un errore scusabile?

Questo documento ha un obiettivodi mera divulgazione: sono state fatte molto approssimazioni e esemplificazioni per renderlo comprensibile, conservadone la base scientifica.

Spero di aver messo in pratica la massima del prof. Feynman: “Se non riusciamo a spiegarlo a una matricola, significa che non l’abbiamo veramente capito”

Esprimendoli il più semplicemente possibile, i due principi di funzionamento sono questi:

  • FISSIONE: la divisione di una atomo grande in due atomi più piccoli. rilasciando energia
  • FUSIONE: l’unione di due piccoli atomi per formarne uno più grande, rilasciando energia

Esaminiamoli uno alla volta.

Fissione

Nella fissione lanciamo ad alta velocità dei neutroni verso un nucleo pesante, ad esempio Uranio-235; i neutroni – con il loro carico di energia cinetica – atterrano su un nucleo semisolido di Uranio già piuttosto tremolante, transformandolo brevemente nell’ancor più instabile Uranio-236 che si mette ad oscillare assumendo una forma bilobata; quando i due lobi raggiungono una distanza superiore alla distanza efficace della forza Nucleare (di cui parleremo dopo) si dividono in (di solito) due nuclei più leggeri, sparando fuori altri neutroni e un po’ di energia sotto forma di raggi gamma (*); i neutroni liberi colpiscono altri nuclei di U-235 ed il processo si ripete, dando vita alla cosiddetta “reazione a catena”.

Per immaginare questa situazione, considerate un elastico tenuto teso da una molletta. Applicando una piccola quantità di energia alla molletta (il neutrone), l’elastico viene liberato e riacquista la sua forma naturale, rilasciando una grande  quantità di energia elastica.

Questa reazione a catena diverge rapidamente: in una bomba A (come quella di Hiroshima) in modo esplosivo, mentre in un reattore nucleare viene inserito un “moderatore”, cioè una sostanza che assorbe una parte dei neutroni liberi rallentando la reazione per renderla controllabile.

In linea di principio potremmo dividere qualsiasi nucleo, ma in pratica l’energia liberata è maggiore di quella applicata solo per quelli più pesanti e questa differenza cresce col peso, al punto che la maggior parte degli elementi trans-uranici decadono radioattivamente in modo naturale in frazioni di secondo. L’Uranio è il più pesante nucleo che esista stabilmente in Natura (**).

Fusione

Il processo di fusione è l’esatto opposto: mettiamo due elementi leggeri l’uno vicino all’altro fino a farli cadere nel pozzo energetico della forza Nucleare, per comprendere il quale è necessaria una breve digressione sulla struttura interna dell’atomo.

Sappiamo dalla fisica elementare che l’atomo è fatto da un nucleo di protoni e neutroni con una nuvola di elettroni che gli gira attorno. Per avere un’idea delle dimensioni, se il nucleo fosse largo 1 metro, gli elettroni sarebbero a 100 km di distanza. I protoni hannn carica positiva, i neutroni non ne hanno nessuna e gli elettroni hanno carica negativa; dal momento che cariche opposte si attraggono, come mai gli elettroni non cadono sul nucleo?

Prendiamo due magneti: lasciati liberi, il polo positivo dell’uno si attaccherà al polo negativo dell’altro. Ora colleghiamoli con uno spago e facciamone muovere uno: a causa dello spago, esso non può che muoversi intorno all’altro e se la sua velocità è sufficiente, la sua inerzia impedirà che cada su quello che resta fermo. L’equilibrio tra inerzia ed attrazione elttrostatica rende l’atomo quello che è.

Ma il nucleo, invece? Tutte le particelle che contiene hanno carica positiva o nulla, non dovrebbero respingersi?

In effetti lo farebbero, se non fosse per un’altra strana forza chiamata forza Nucleare; le forze che sperimentiamo fisicamente sono quella elettromagnetica (attrattiva o repulsiva a secondo della carica) o la gravità (sempre attrattiva) ed entrambe diminuiscono col quadrato della distanza. La forza Nucleare invece è trascurabile a distanze superiori al diametro di un nucleo, fortemente attrattiva a quella distanza per poi diventare repulsiva a distanze ancora minori! (***).

Come risultato, i protoni ed i neutroni vengono tenuti insieme nel nucleo, ma non possono comprimersi di più.

Dunque, quando spingiamo due piccoli nuclei sempre più vicini, è come se spingessimo due palline da golf oltre il ciglio di una buca: ad un certo punto supereranno il ciglio e precipiteranno l’una contro l’altra in fondo alla buca.

L’energia necessaria per la spintarella è minore dell’energia rilasciata nello scontro fino al nucleo di Ferro-26 dopodiché diventa maggiore; anche se l’abbiamo chiamata “spintarella” però si tratta di una quantità energia molto grande: in pratica i nuclei devono avere un’altissima velocità, cioè trovarsi alla temperatura di almeno 100M °K (sei volte la temperatura al centro del Sole)(****).

Confinare un plasma a 100 milioni di gradi non è uno scherzo e richiede energie enormi: fino a che queste energie non sono molto inferiori alle energie rilasciate, nessun reattore a fusione serve a nulla e la ricerca si concentra su tecniche di confinamento che adottano soluzioni molto diverse.

Conclusione

Fissione e fusione liberano l’energia di legame dei nuclei atomici: questa energia è massima per il nucleo di Ferro-26, dunque si ottiene energia dividendo i nuclei più pesanti del Fe-26 e mettendo insieme quelli più leggeri. Naturalmente il rilascio è massimo agli estremi:

binding energy

La Natura preferisce la fusione perché l’idrogeno è più abbondante di qualsiasi altro elemento e la sua densità energetica è un po’ maggiore, soddisfancendo meglio la fame insaziabile di entropia dell’Universo: da un punto di vista umano, la fissione è più facile da ottenere, il suo combustibile è più scarso (anche se comunque abbondantissimo) ed i suoi sottoprodotti più inquinanti.

D’altra parte la fusione è più difficile da controllare, ma usa un carburante disponibile in quantità quasi illimitata ed i suoi sotto-prodotti sono meno pericolosi.

Fissione e fusione hanno densità energetiche simili: 1 kg di combustibile rilascia rispettivamente 20,000 e 24,000 MWh di energia, confrontato con i miseri 14-15 kWh ottenuti bruciando 1 kg di qualsiasi combustibile fossile.

Possiamo concludere che, se anche i processi ed i materiali sono molto diversi, il principio fisico è molto simile.


NOTE

(*) in questa descrizione semplificata non teniamo conto di neutrini e anti-neutrini

(**) in effetti il Torio-232 andrebbe anche meglio, ma dato che i suoi sottoprodotti non hanno applicazioni militari, negli anni ’40 gli fu preferito l’Uranio

(***) la forza Nucleare NON È una delle quattro forze fondamentali esistenti in Natura, ma piuttosto un complicatissimo effetto collaterale della loro azione

(****) il Sole riesce a cavarsela con una temperatura minore perché si aiuta con l’enorme pressione gravitazionale dovuta alla sua massa


(More posts on Nuclear Power)

Quanto mi conviene il FV?

Questo post spiega con maggiore dettaglio come fare un semplice calcolo di convenienza per l’installazione di un impianto fotovoltaico:

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Per fare i conti manca però un altro dato, e cioè il costo TUTTO COMPRESO del kWh del nostro amico. Chiameremo “A” questo valore (in €/kWh).

Angelo abita in Sicilia (beato lui) dove gode di circa 1400 ore di insolazione utile all’anno; il suo impianto FV di 3 kWp produrrà dunque:

3 kW * 1400 h = 4200 kWh

Di solito, l’autoconsumo (la porzione di energia prodotta che Angelo consuma direttamente) sta tra il 30% e il 40%; facciamo una media del 35%; l’autoconsumo sarà perciò

2500 kWh * 35% = 875 kWh

mentre il surplus prodotto (nel caso di SSP) da Angelo verrà venduto al GSE che attualmente paga circa €0,12 / kWh. Ogni anno Angelo dunque ricaverà:

(4200 – 875) kWh * 0,12 €/kWh = €399

Inoltre, per effetto dell’autoconsumo la sua bolletta scenderà di un valore a cui va sommato il ricavo(*) della vendita del surplus al GSE, per un beneficio totale annuale di:

875 kWh * “A” €/kWh + €399

Ora non resta che rapportare l’investimento netto di incentivi richiesto per l’impianto con il beneficio annuale per sapere in quanti anni Angelo rientrerà del suo investimento. Il risultato dovrebbe essere compreso tra 5 e 8; più di 8 meglio lasciar perdere, meno di 5… forse c’è un errore nei conti!

Esempio:  Angelo paga l’elettricità €0,20 / kWh, dunque il suo beneficio totale sarebbe di €574. Ammettiamo ora che gli vengano chiesti €10.000 per l’impianto in opera, di cui lui può portare in detrazione in 10 anni il 60%; il suo investimento netto sono dunque €4.000/€574=6.96 anni che sono ragionevoli


NOTA (*) Abbiamo ipotizzato che questo ricavo non sia imponibile, ma in questo caso probabilmente non è così in quanto Angelo immetterebbe in rete PIÙ energia di quanta ne consuma e il valore della differenza (4200-2500) x 0,12 = €204  dovrebbe essere inserito quale reddito in dichiarazione dei redditi

Dreaming

PSA: if your soul is not stirred by what happened yesterday, methinks you don’t have one; please seek immediate professional help.

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When I was on my final year at University, I had to pick the subject of my final dissertation; typically this would be a subject included in the last two years of courses, but by that time, I had already realized Nuclear Engineering in Italy was doomed.

So I picked Solid-State Physics, a subject which carries a token significance in Nuclear, as the fuel rods are manufactured through a synthering process; my choice however was primarily due to having spent some time with the small team of staff which supported the Chair Holder (an old curmudgeon big on Academia, low on Research); in fact the main research area of this team funded by European Space Agency grants was zero-gravity manufacturing but, to be completely honest, I think the drive was less the quest of knowledge and more the drive of then-young adjoint professor Franco Rossitto (not the curmudgeon) to be selected as a Scientist Astronaut.

To be considered, he needed to keep himself in prime physical condition (and that was his job), and to achieve enough research credits (and that was our job).

I thoroughly enjoyed that year of camaraderie: we had wild fun, discussing science, dreaming and carrying out experiments, using supercomputers and electron scanning microscopes during the night while clocking each other at the Giuriati track & field Arena across the street during the day, but ultimately I grew convinced it was no way to support a family and when I graduated I turned down an offer to become a permanent research staffer and joined IBM instead.

My experiment was slated to be on the payload of Space Shuttle Endeavour, so even though I had left the project, I retained a keen interest which meant I was among the few people who watched live the disastrous Challenger launch, in January, 1986.

In the end, mr. Rossitto (who passed away in 2015) never made it to space, the ESA having picked another scientist, Umberto Guidoni, instead. Also my experiment – to the best of my knowledge – got rotated out of the schedule in the confusion subsequent to the hiatus imposed on the Space Shuttle program while NASA was carrying out the investigation of the Rogers Commission which brought me into virtual contact with another hero of my youth, professor Richard M. Feynman (again, after his invaluable manual on freshman physics), when he filed his “minority report” disagreeing with the main  commission’ findings.

In that period I got my first contact with communications, having sketched what became known as the Lab logo: a caricature of Isaac Newton suspiciously eyeing an apple which refuses to fall and instead floats in mid-air. I wish I had a copy of that early proof of creativity but this also got lost, together with any contact with professor Rossitto and the rest of the team, as I got sucked into corporate life.

Their (and mine) dream, however, is still alive and I hope it will stay so forever.

Vita con l’AR – capitolo 2

È questo il secondo capitolo delle mie avventure chirurgiche derivanti dall’artrite reumatoide: dopo il riposizionamento di mascella e mandibola effettuato qualche anno fa, è ora la volta dei polsi.

In effetti, ho sempre saputo che prima o poi avrei dovuto affrontare il problema dei miei polsi, le cui articolazioni da oltre cinquant’anni si vanno deteriorando per effetto dell’Artrite Reumatoide.

Il polso destro da molti anni è ormai completamente lussato, costringendo la mano in una posizione del tutto innaturale alla quale, però, mi sono abituato accettandone le inevitabili limitazioni. Sfortunatamente al degrado posturale si è aggiunto via via un degrado funzionale: gli ossicini dell’articolazione si sono deformati, gli strati cartilaginei sono scomparsi, nervi e tendini hanno progressivamente cambiato posizione mettendone a rischio la funzionalità.

Logico partire dalla mano destra, per me più importante; l’intervento può sembrare impressionante ma si tratta di un’operazione di routine: la mano viene incisa dorsalmente per una ventina di centimetri, la lussazione viene ridotta e i tendini riposizionati.

Nel mio caso, dato il degrado conseguente alla lunga malattia, è stato anche necessario tagliare un pezzettino di osso dalla testa dell’ulna.

Una volta che la mano è in una posizione, diciamo così, più “naturale”, essa viene bloccata in posizione attraverso una placca metallica fissata con sette viti al terzo del carpo ed al radio.

Ovviamente la mano così bloccata non potrà più piegarsi per nulla, ma sono almeno quarant’anni che io non piego un polso: in compenso dovrei ri-acquisire almeno la forza necessaria per aprire una bottiglietta di acqua, dunque direi che ci guadagno.

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All’operazione chirurgica vera e propria segue una fase di rieducazione; trattandosi della mano destra, il disagio è più dovuto alla impossibilità di utilizzarla che non al dolore vero e proprio, che nel mio caso già 72 ore dopo l’operazione era molto diminuito, limitando l’assunzione di analgesici solo alla sera prima di coricarmi.

Ora come ora il mio problema principale è abituarmi a fare le cose di tutti i giorni senza praticamente usare la mano destra: ad esempio, ho scoperto che la dettatura al computer funziona abbastanza bene (per i testi), dunque scrivere questo post è molto meno faticoso che lavorare su un business plan su Excel.

Oppure dopo molti, moltissimi anni ho dovuto ricominciare a farmi il bagno anziché la doccia, e così via.

Ma si tratta solo di un paio di mesi, che tutto sommato affronto a cuor leggero, dicendomi che il peggio è passato perché quando tra sei / dodici mesi dovrò operare la mano sinistra, beh,  si tratta per l’appunto della mano sinistra e dovrebbe essere meno pesante.

New Year Resolutions, 2018

One Wedge turns 1, our first, the most difficult: methinks we have earned the right to pontificate a little, starting with the question a close friend (who happens to be a renowned neurologist) asked over the New Year celebrations as I was extolling with evangelical fervor (his more picturesque characterization was “on speed”) the virtues of electrical mobility:

“What sort of big mess have you plunged yourself in?”

A rather profound question whose answer required quite a bit of thinking.

The introduction of the siamese-twin technologies (electrical and autonomous) shakes (1) from its foundation an immense segment made up of very diverse industries whose value I attempted to estimate for the Italian market:

  • CAR SALES – I write these words waiting for December new car sales numbers but  the first 11 months of 2017 (3) say EV are growing at a 50% clip over 2016. Paradoxically, I think the  €36 billions annual turnover will vary very little as essentially is determined by consumers’ disposable income which, in turn, moves with the long economic cycle. What may change are market shares, helping those who were faster to market, which – given the skimpier marginality of EVs with respect to ICEs – may be a mixed blessing.
  • FUEL SALES – 100 km of an ICE vehicle cost 100 km : 15 km/liter * 1,5 €/lt. = 10 euro, while for an EV they cost 100 km : 6 km/kWh * 0,30 €/kWh = 5 €/lt. (2). Italians spend every year about €55 billions to buy car fuels, so as much as 25 billions could be impacted; more importantly, the suppliers may not remain the same.
  • MAINTENANCE – Car brands told us the maintenance cost of an EV is between 50% and 33% of the equivalent ICE; stats tell us that we spend about 560 euro every 10.000 km we drive and since Italians drive an average of  11.000 km per year, the total 37 million car stock yearly expenditure (23 billions) could easily drop by as much as 15 billions.
  • INSURANCE – average expenditure in Italy is €575 / year.  It is incredibly difficult to evaluate how much this €21 billions amount would decrease in a future of cars whose driver can’t be distracted or fall asleep or drunk, won’t use a cellphone while driving, immediately adapt its driving style to the road conditions, won’t engage in street racing or dangerous overtakes: a third? half? two thirds?
  • HEALTHCARE – a few months ago I estimated  as €75 billions per year the saving on healthcare costs linked to a decrease in pathologies due to pollution deriving from road transportation and I see no reason to change that estimate.

Timeframe

As I said before, nobody knows how fast will electric mobility be adopted. It is reasonable to assume the curve will be the typical innovation sigmoid, but guessing the values of its parameters is ground for pure speculation where anybody can place their own bet, as I did myself.

We can, however, define a minimum duration; in a good year, Italians buy just shy of 2 million new cars: assuming only EVs were sold from now on, it would take 37 : 2 = 18.5 years to replace the entire stock. Given we are very far from only selling EVs, I would dare that 30 years for the majority of the stock to be electric are a reasonable guesstimate.

Towards a new Industrial Revolution?

As a whole we are therefore talking about a transformation which could impact as much as €200 billions per year, or 13% of Italy’s GDP; since our country represents slightly more than 2% of the World’s GDP we can estimate a global impact of around  11,000 billion euros, a number so large it’s difficult to even visualize it.

To attempt such a visualization, let’s consider that the world’s military spending is about  €1,400 billions per year – hence 8 times Defense.

In the six years of its duration,  Second World War costed the world about €9,400 billions, that is 1,600 per year – hence about 7 times the cost of WWII.

The Great Depression cut the world’s GDP by about 15% between 1929 and 1932 – hence about 2,8 times the economic impact of the Great Depression.

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The largest train ever seen is about to leave for the longest trip ever done, and I should stay home?

Gotta.Be.Kidding.


NOTES
(2) kWh price is calculated as a weighted average of domestic cost (€0,20) and out-of-home cost (€0,40)
(3) most linked articles or posts are in Italian, sorry, but a little googling will allow you to identify equivalent English-language sources.

Lead generation on LinkedIn

To get my startup OneWedge (onewedge.com) off the ground, I am relying heavily on LinkedIn. I search for Fleet Managers, Energy Managers or Managers of Indirect Purchasing to ask them for a meeting to discuss the opportunities of an electric fleet.

It is a rather specific target, and given I am looking for fleets of a medium-to-large dimension, not very numerous.

In these almost 12 months I have been patiently researching my target list who is today 538 names strong; unfortunately for a few I haven’t been able to locate the right person and have decided I would avoid spamming people who may not be the right target for me, leaving 450 of which I have contacted with a LinkedIn InMail 338, eliciting a response from 118 and obtaining 35 face to face appointments.

My emails are close to the maximum length LinkedIn will allow because my topic is complex, and my target fairly technical: I feared making them “short and sweet” (as the book goes) would make me sound superficial. Marketing is an insult around here :-D

Looking at my data, I see a couple of interesting factoids which may be of use to others.

Day of Week people respond

Delay in responding

(the maximum I have on record is someone responding 212 days after I sent my message)

What is the interpretation (my €0.02)?

  1. The overall response rate (34%) compares favourably with the typical response rate of direct mail campaigns (in the single digits) but I wish LinkedIn provided better analytics: messages received on LinkedIn are notified to an email address, but most people don’t use their business email address, opting instead for a personal one which may or may not be as frequently checked. As a result, I ignore whether the message was opened at all and then discarded as opposed to opened, read and then ignored. A newsletter with better analytics sent to the same target suggests however that fully two-thirds of recipients never open messages AT ALL.
  2. Checking the LinkedIn profile seems a task reserved for the end or the start of the week: nearly 50% of responses came on Mondays or Fridays, making Thursday the best day to send. Of course, don’t expect much over the week-end…
  3. If someone doesn’t respond within 2 days chances are s/he will never respond, as the notification gets drowned in the flow of later emails. 70% of responses happen within 72 hours; those who happen later (even much later) I suspect are due to the individual having missed the notification email and occasionally checking their profile.
  4. I tried plotting the delay in responding against the number of connection, to determine if people with a big network are more assiduous in checking their profile, but could not spot any obvious correlation: I have people with three connections responding within 24 hours, while the 212 days delay belongs to a member with over 500 connections.
  5. While they may not be more timely in answering, people with larger networks are more likely to respond altogether: almost 44% of responses come from people who have 500 connections or more which represent only 29% of my list, while only 8% came from people with less than 50.

Furthermore, to confirm or disprove #2 above, I analyzed when is the best day to send a cold email to someone I don’t know, obtaining these results (the distribution of my 338 sends is the red bar, while the distribution of the 118 responses is the blue bar)activity by weekday.png

While there are marginal differences, the two distributions are IMHO pretty close to each other.

Perhaps more interesting is to look at those messages which elicited a quick response (it’s important because we saw before that 60% of the answers come within 2 days), and here the trend seems a bit more evident: over 50% of the quick responses I received belong to messages sent on Thursdays or Fridays, thereby confirming conclusion #2.

immediate responses

Black you-know-what

Having successfully avoided spending a penny during all of today, I feel I can safely share an important buying tip.

One of the questions that’s resonating the most on the radio today is a simple one

How do I know if a deal is really a deal?

Apparently (God forbid!) some storekeepers indulge in the shady practice of jacking up the price of an item the week before, so that they can claim they offer a 25% discount on BF, so how do you protect yourself?

Well, taking picture of shop windows the week before to record prices and comparing them is a way, but very lo-tech.

For those who shop on Amazon (and only Amazon, AFAIK) there is however a much more hi-tech way, called CamelCamelCamel (*)

camel

Once you enter an Amazon product code this website will start tracking its price, so that you know if the deal is really a deal. Some product go back a very long time, others not so long – I guess depending on the shelf life on Amazon.

For example, I can tell you that Special Edition DVD of “Dumbo” is now being offered at the lowest price it has seen since 2012 – truly a shame I am on shopping detox!

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Some of these charts are puzzling and the short-term price hikes/drops show you how much experimenting retailers do with their prices.


(*) I’m sure there’s a great story behind the funny name, but I can’t be bothered to research it

Changing II

This is a follow-up post to the one I wrote back in May: the first half of my Double Skywalker will start (bar a last minute snafu) next Friday at 7:00 AM.

Today I went to see the doctors for some more tests and I am due back tomorrow for an interview with the anesthesiologist (always the tricky part – for some reason they bitterly resent if the patient after a successful 6-hour surgery fails to wake up); nobody mentioned a broncoscopist and I thank Thee, Lord for this.

I have a couple of questions of my own, namely how long I will be asleep. This is not simple curiosity as beyond the three hour limit AFAIK you are due for catheterization: been there, done that, definitely NOT my cup of tea.

Also I would like a realistic forecast of post-op pain and rehab – but I have learned they lie through their noses, so I am not sure why I even bother asking.

Finally I would like to know if I will sport gruesome scars to freak girls off at parties: my other operation in this respect was a major letdown, as despite hundreds of stitches which presumably should make my face look like it’s been put together from mismatched bits, there is absolutely nothing visible.

So, there we are, seven to go!