Le avventure elettriche di Zorba e Svetlana

Novembre 2020; in pieno lockdown devo recarmi ad un appuntamento di lavoro che non può essere fatto per via telematica. Per di più si svolgerà molto lontano, a Conegliano in provincia di Treviso e purtroppo la mia auto è in manutenzione e posso contare solo su una sostitutiva che ha una batteria molto più piccola della mia. Parto dunque di buon’ora e mi fermo a caricare a Sommacampagna, dove so che c’è un buon ristorante proprio accanto alla stazione di ricarica.

Finito il mio pranzo esco per riprendere il viaggio e vedo che accanto alla mi auto c’è ferma una Audi e-tron S quattro; ci sono a bordo un uomo che mi dice di essere di nazionalità greca e una donna dai tratti vagamente slavi che perciò chiamerò Zorba e Svetlana. Sono entrambi molto eleganti, perfettamente in linea con il lusso dell’auto.

Zorba è impegnato in una conversazione telefonica poco distante mentre Svetlana fissa la stazione con aria piuttosto smarrita: accanto a lei sono sparsi per terra il carichino ed il cavo Tipo2 che lei ha prelevato dal frunk dell’auto. Immaginando che stiano aspettando che io liberi la stazione, mi affretto a controllare, scoprendo che mi mancano solo 10 minuti.

Vista l’aria smarrita, chiedo a Svetlana se abbia bisogno d’aiuto e la poveretta mi confessa che non sa come fare a pagare; parla abbastanza bene l’italiano e cerco di spiegarle che deve registrarsi sulla app di Enel X, lei mi dice che lo hanno fatto sul telefonino di Zorba ma che non funziona. In effetti quando sono arrivato neppure io sono riuscito a far partire la stazione con l’app (grrrrrr!) e non mi meraviglio.

Però Svetlana e Zorba non sanno neppure dove sia la porta di ricarica della loro auto: dunque prima mostro loro dov’è e come si apre, poi spiego la differenza tra AC e DC ed infine per farla breve faccio partire la ricarica con la mia tessera (nel frattempo ho finito) e gli lascio il mio biglietto da visita perché possano mandarmi via Paypal i soldi quando avranno terminato.

Zorba (che di italiano non spiccica nemmeno una parola) però non ne vuol sapere ed insiste per mettermi in mano cinquanta euro: io sono sicuro che siano troppi, anche se l’auto fosse completamente scarica, cerco di resistere ma lui non intende ragioni; comunque ormai ho una certa fretta per cui li saluto, non prima di avergli consigliato di verificare che l’albergo dove staranno abbia una wallbox dove ricaricare l’auto.

L’ultimo scambio con Zorba è allegro: lui mi ringrazia per averli tolti d’impiccio ma io gli rispondo che oltre al desiderio di aiutare un collega elettrico l’ho fatto per la simpatia che mi ispira una persona “crazy enough” da muoversi con un’auto di cui non sa nulla.

Lui ride e mi fa ciao con la mano.

Il giorno dopo mi squilla il telefonino: è Svetlana da Padova che quasi in lacrime mi racconta che in albergo in due ore hanno caricato meno del 10% della batteria: le spiego che è normale, la loro batteria è talmente grande che servirà tutta la notte per caricarla completamente. Lei mi dice che Zorba sta mancando tutti i suoi appuntamenti e non è affatto contento.

Le consiglio di provare nuovamente a registrarsi, se riesce a far quello poi le basterebbe chiamare il Call Center per avviare la ricarica, ma lei dice che non ci riesce, chissà perché. Rompo persino le scatole ad un amico in ENEL per chiedere se si possa far aver loro una tessera, ma ovviamente la cosa non è possibile in tempi veloci.

A questo punto mi sento un po’ in colpa, se li avessi aiutati a registrarsi li avrei tolti definitivamente dai guai, ma ero di fretta e non m’è venuto in mente.

La sera stessa ho un’ultimo scambio con Svetlana e scopro che l’auto è a noleggio e chi gliel’ha noleggiata non ha pensato ad informarli che fosse elettrica né a provvederli di tessera di ricarica. Zorba (che non è affatto greco ma è un industriale svizzero nel campo del fotovoltaico) in effetti è arrivato venerdì mattina presto col suo aereo privato a Malpensa, ha ritirato l’auto e Svetlana (che non è affatto slava) ed è partito alla ventura; dopo essersi separati, ora lui sta andando all’aeroporto per restituire l’auto. Chiedo a Svetlana di sincerarsi se sia bloccato da qualche parte offrendomi di soccorrerlo con la mia tessera visto che a questo punto non sarà lontanissimo, ma lei non mi richiama, dunque immagino che in qualche modo se la sia cavata.

Il coraggio di Zorba e Svetlana rasenta l’incoscienza, la totale mancanza di professionalità della compagnia di noleggio meriterebbe di avere un nome e un cognome che, se Svetlana mai mi comunicherà come le ho chiesto, non mancherò di condividere!

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