Immuni e il GPS

Disclaimer: l’ultima volta che ho programmato un computer, i linguaggi à la page si chiamavano Assembler, Pascal, Fortran IV e Cobol. Per i più arditi c’era l’APL, dunque non venitemela a menare…

Come tutti, dato che non vivo in una caverna, ho seguito il dibattito sulla app Immuni capendoci assai poco, ma alla fine decidendo di installarla sulla base di un campionamento tra le persone della mia bolla.

Ieri l’amico Massimo mi chiede: “Ma anche a te smette di funzionare se spegni il GPS?” Io il GPS lo lascio sempre acceso, dunque ho dovuto provare per saperlo e, in effetti, la app segnala immediatamente errore.

Allora ho cominciato a tartufare un po’ in giro scoprendo che il GPS acceso è necessario solo con Android, escludendo dunque che sia un bisogno della app, ed escludendo perciò che si tratti di un malizioso tentativo per tracciare più di quanto sia necessario.

Ciò detto, ha ragione Massimo: col dibattito che c’è in giro, non spiegare PERCHÉ sia necessario accendere il GPS potrebbe portare qualcuno ad insospettirsi ed evitare di installare la app.

Ma soprattutto per me non spiega COME MAI questa particolare permission sia necessaria; un puntatore me lo ha indicato Leonardo, segnalandomi che nelle discussioni tra sviluppatori è fatto noto che per usare BLE (Bluetooth Low Energy) sia necessario chiedere la permission GPS.

Le discussioni tra sviluppatori fanno venire il mal di testa, ma dopo un’oretta passata su questa ho capito che:

  • non è un baco. Google ha risposto che “questo è il comportamento previsto”. Dunque non si tratta di una situazione che, prima o poi, verrà risolta.
  • il processo di scansione con BLE consente (in linea di principio) di identificare grossolanamente la posizione del dispositivo.
  • per questa ragione, Google ha deciso di rendere trasparente queste situazione, imponendo la permission esplicita GPS: in altre parole, se non ti va che possa essere tracciata la tua posizione, almeno lo sai e puoi decidere di non usare quella app.

Fin qui tutto chiaro? Mica tanto: mi rimangono tre dubbi:

  1. il protocollo BT normale (non Low Energy) invece non richiede la permission GPS: per logica, questo significa che una scansione BT normale NON rivela la posizione. Come mai ?
  2. l’obiettivo del BLE è proprio quello di consumare meno energia. Non viene vanificato dalla necessità del GPS acceso (notoriamente gran consumatore) ?
  3. ammesso che sia vero che iOs non richiede il GPS, delle due l’una: o Apple se ne frega del fatto che una scansione BLE permetta un tracciamento geografico indebito e confida nel fatto che gli sviluppatori di app BLE non sfruttino questa possibilità, o Apple ha trovato il modo di evitare che la scansione BLE riveli la posizione. Spero la seconda, ma mi domando perché non condividere con Google perché le due API potessero funzionare esattamente allo stesso modo….

Torno a Massimo che si arrabbia perché si sente preso per il naso per dirgli: ammesso e non concesso che quello che ho scritto sopra sia corretto, te lo immagini spiegarlo ai giornalisti ?!?

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