La salute della batteria dei servizi

Auto: Hyundai Kona 64kWh Excellence MY2019

Chi segue questo blog sa che ho avuto una disavventura (felicemente risolta) con la batteria dei servizi della mia auto (è raccontata qui). In quel periodo ho involontariamente sviluppato una certa intima conoscenza con questo umile componente, che oggi vorrei condividere, principalmente a beneficio dell’amico Leonardo ma magari anche di altri.

L’argomento può tornare di qualche utilità in un momento in cui le nostre EV stanno ferme per lunghissimi periodi di tempo.

Durante queste soste, infatti, alcuni dispositivi elettronici mantengono uno stato che potremmo definire di dormiveglia che comunque li porta a consumare un po’ di energia che più avanti calcoleremo insieme.

La batteria dei servizi della Kona ha una capacità di 44Ah o, più correttamente, di 528 Wh ma, come accade per tutte le batterie, la sua graduale scarica può comportare che la tensione diventi insufficiente per l’attivazione dei circuiti elettronici del BMS e dunque, anche se non ha bisogno dello spunto necessario per far ruotare il motorino di accensione come accade per le termiche, in pratica sotto gli 11V l’auto non si accende.

Il primo consiglio che vi dò dunque è quello di acquistare ed installare voi stessi un Battery Monitor (imperdonabile che manchi un accessorio del genere su un’auto che costa 50.000 euro !) come questo, anche se ce ne sono di diverse marche tutte più o meno equivalenti.

L’installazione è cosa banale: il dispositivo ha due morsetti, uno positivo (rosso) e uno di massa (nero). Basta allentare leggermente i morsetti della batteria e collegare il dispositivo in parallelo (positivo su positivo e massa su massa) come si vede nelle foto:

Una volta che il dispositivo è installato, basta caricare sul proprio smartphone l’applicazione di gestione (qui il link per Android), accoppiarla via Bluetooth al dispositivo per leggere la tensione della batteria in tempo reale.

Questo dispositivo è anche un datalogger, cioè registra la tensione anche quando l’auto è spenta: questo è particolarmente utile per capire cosa succede, ad esempio, durante la notte; facendo degli screenshot inoltre si possono ricavare preziose informazioni da passare ai tecnici della manutenzione.

A cosa mi serve sapere la tensione della batteria dei servizi?

Intanto vi dico subito che questa è una domanda da non fare MAI a quelli come me: se è possibile sapere qualcosa di più, non importa quanto inutile possa sembrare, io sono SEMPRE a favore.

Ciò detto, facciamo un esempio:

Leonardo ieri mi chiede se è normale che ogni giorno si accenda la funzione Salvabatteria, cioè il circuito di sicurezza che “legge” la tensione della batteria dei servizi e, se questa scende sotto un certo livello, accende il BMS e trasferisce un po’ di energia dalla batteria di autotrazione a quella dei servizi, per riportarla al livello ideale.

Lo vediamo benissimo in questa schermata che riproduce la tensione della mia batteria in un giorno in cui non ho usato l’auto (uno dei molti, ahimé): come si vede la tensione scende in 24 ore da circa 12.7V a 12.4V, livello a cui si attiva il Salvabatteria per circa 20 minuti riportandola al livello giusto.

Questo ci permette anche di calcolare il consumo di energia per i circuiti elettronici di cui parlavo all’inizio (incluso il Battery Monitor che abbiamo appena installato) che risulta pari a circa 0.3*12=3.6Wh ogni 24 ore; arrotondando possiamo dire che ogni giorno di sosta, dalla batteria di autotrazione vengono prelevati circa 4Wh, il che significa che una Kona 39 lasciata parcheggiata completamente carica si troverà “a terra” dopo 9.750 giorni, mentre una Kona 64 ce ne metterà ben 16.000!

Un’altra ragione per cui una EV è superiore ad una termica

Questo ci permette di confutare una affermazione che spesso viene fatta senza cognizione di causa, e cioè che “come avviene per le vetture termiche, anche le vetture elettriche soffrono se lasciate in sosta a lungo”.

In effetti, soprattutto se la batteria dell’auto termica non è nuovissima, una sosta prolungata può dare inizio ad un processo di solfatazione che la degrada rapidamente fino a rendere necessaria la sua sostituzione: per l’instaurarsi di questo fenomeno può essere sufficiente una sosta di un paio di mesi. Invece in un’auto elettrica, se dotata di circuito Salvabatteria (ma sono moltissime quelle che ce l’hanno) ogni 24 ore la batteria verrà riportata al livello ideale, e un eventuale problema insorgerà solo alla scarica della batterie di autotrazione che come abbiamo visto richiede circa 44 anni di sosta ininterrotta!

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