Snapshots (E che ne so io…)

“Ciao papà sei pronto, che andiamo dal medico?”

“Eccomi! Chi è questo medico? Io ho bisogno dell’oculista, non ci vedo più!”

“Lo so, lo so, infatti andiamo proprio dall’oculista, in ospedale; lui ti visiterà per bene, ma tu mi devi promettere che seguirai le sue prescrizioni, se no cosa ci andiamo a fare?”

“Naturale! Io seguo sempre le prescrizioni dei medici”

“Eccoci arrivati. Coraggio papà, è il nostro turno, andiamo”

“Allora signor Antonio, abbiamo fatto tutti gli esami e purtroppo lei sta diventando cieco. Come mai non si mette le gocce che le avevamo prescritto?”

“Quali gocce, a me non ha detto niente nessuno!”

“Ma come quali, queste che ci sono scritte qui. Se non mette queste gocce, quel poco che le rimane della sua vista scomparirà, e lei diventerà completamente cieco, mi capisce?”

“Certo che capisco, ma perché non mi è stato detto prima?”

“Dottore, io sono il figlio. Le dispiace scrivere nella sua prescrizione quello che deve prendere e quando? Sa, papà è diffidente, e ogni tanto dimentica le cose.”

“Certo, certo le scrivo tutto, ma mi raccomando di non dimenticare le gocce; visto che da solo non ci riesce, se le faccia mettere dalla moglie”

“Si figuri se me lo dimentico, non voglio mica diventare cieco”

“Benissimo ecco qua, allora ci rivediamo tra tre mesi”

“Arrivederci, dottore”

“Adesso andiamo a casa, papà, hai capito bene quello che ha detto il medico?”

“Certo che ho capito, mi dovrà aiutare mamma”

“Certo che lo farà, ma tu devi permetterglielo. Comunque ci sentiamo domattina”

Ring! Ring!

“Papà, hai messo le gocce?”

“Non capisco perché devo metterle”

“Perché te le ha prescritte il dottore, hai visto la ricetta?”

“Me l’ha letta mamma, io non ci riesco. Ma non parla mica di me”

“Certo che parla di te, non vedi che c’è il tuo nome in alto?”

“Ah io vedo solo ‘Antonio Catalfamo’, ma che ne so che sono io? Non c’è scritto niente che mi riguardi, potrebbe essere chiunque”

“Ma come chiunque, eravamo lì insieme, la data è quella di ieri, chi vuoi che sia Antonio Catalfamo?”

“E che ne so io, magari mi è caduto un biglietto da visita dalla tasca e qualcuno ha messo il mio nome su un foglio che parla di un altro.”

” A parte che sono 15 anni che non hai biglietti da visita, come mai tutti quegli esami, quelle ricette hanno il tuo nome se non riguardano te?”

“Ah, che ne so io…”

“E come mai sono tutti in casa tua?”

“E che ne so io; io so solo che qui non c’è niente che mi riguardi. Non c’è scritto dove sono nato, che mestiere facevo, i nomi dei miei nipoti…”

“No, papà, nelle ricette non ci sono mai particolari personali come questi, c’è scritto solo le medicine che devi prendere, perché se no diventi cieco.”

“Ma io perché devo seguire le prescrizioni fatte per uno sconosciuto da uno sconosciuto?”

“Non è uno sconosciuto, è il tuo oculista, e la prescrizione è stata fatta per te, non c’è nessun altro Antonio Catalfamo, ci sei solo tu; vuoi per caso diventare cieco?”

“Io non diventerò cieco”

“Certo che lo diventerai, lo avevi detto tu stesso che non vedevi più nulla. Lo diventerai se non segui la prescrizione che ti ha fatto l’oculista. E quando sarai cieco non potrai più andare a fare la tua passeggiata per comprare il giornale”

“Ma tanto non riesco a leggerlo, è scritto male, su carta pessima”

“Lo vedi che stai diventando cieco?”

“Non sono io che divento cieco, sono loro che lo stampano sempre peggio”

“Comunque lasciamo perdere, tu non vuoi diventare cieco, dunque devi prendere le gocce, come ti ha ordinato l’oculista.”

“Lo farei, se qualcuno si degnasse di visitarmi e spiegarmi perché devo prendere queste gocce.”

“Papà, dal medico ci siamo stati ieri, te lo ricordi? Ti ricordi che ti ha esaminato gli occhi, ti ha fatto il test della vista e ti ha detto che saresti diventato cieco se non prendevi le gocce?”

“Sì, sì mi ricordo benissimo, ma non parlava di me.”

“Come non parlava di te, e di chi vuoi che parlasse allora? C’eravamo solo tu, io e mamma nel suo studio…”

“E che ne so io, forse un altro paziente… c’era un sacco di gente, non poteva essere uno di loro?”

“Certo c’era tanta gente, ma lui ha visitato te. E si è raccomandato che prendessi le gocce, come ti ha scritto nella prescrizione dove c’è il tuo nome.”

“Quella… chissà dove lo ha preso quel nome”

“Lo ha preso dalla tua tessera sanitaria, dove vuoi che lo abbia preso?”

“E che ne so io…”

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