Cose serie (2)

In diversi, sia su Facebook che qui, mi hanno fatto notare che l’informazione che chiedo è facilmente ricavabile dalle bollette, oppure su siti come SOSTariffe.it o il sito dell’AEEG.

Grazie, ma non è questo – a mio parere – il punto. E per due ragioni.

La prima è semplice: ma davvero pensiamo che la famiglia media italiana cerchi ‘sta cosa al terzo sottolivello del sito dell’AEEG (notissimo e di uso quotidiano da parte di tutti) cercando una cosa che nessuno ha mai minimamente pubblicizzato? Via, sono certo che non era l’intenzione di chi me lo ha segnalato, ma non ci sentiamo un po’ ridicoli solo a farla questa affermazione?

La seconda è più profonda.

Che la concorrenza sul mercato dell’energia stia funzionando in Italia male non è una affermazione mia: è stata fatta centinaia di volte da Istituti di Ricerca e studiosi talmente numerosi e autorevoli da non essere possibile linkarli per paura di far torto a qualcuno. Addirittura l’ENEA ci dice che solo il 20% delle famiglie italiane hanno cambiato fornitore di energia.

Per convincervene, basta un test semplicissimo: scegliete dieci amici a caso e chiedete loro se sanno quanto stanno pagando il kilowattora o il metro cubo e scommetto una cena che non più di uno o due sapranno rispondervi; per la stragrande maggioranza degli italiani la bolletta della luce o del gas si paga (magari mugugnando) e basta.

Il PUT è importante perché deve avere il ruolo che ha avuto il TAEG per i finanziamenti: anche lì prima ogni banca faceva assolutamente quel cavolo che voleva e fare il confronto tra due mutui era un’impresa che richiedeva l’aiuto del commercialista: l’introduzione del TAEG, parametro uniforme e univoco di costo di un prestito, ha permesso finalmente a chiunque di confrontare immediatamente due proposte di finanziamento.

E non basta definirlo, bisogna che sia obbligatorio comunicarlo in bella evidenza; per carità, anche nei servizi finanziari la strada è ancora lunghissima, ma almeno ora tutti possiamo confrontare mele con mele e pere con pere.

So anch’io che fare una divisione non è difficile, ma il nostro compito è di educare i consumatori a farle queste divisioni obbligando chi vende a comunicare, sempre, comunque e in modo evidente lo stesso dato confrontabile anziché quei bizantinismi che fanno adesso.

Se è semplice per il consumatore fare una divisione, a maggior ragione lo sarà per colossi che hanno a disposizione ettari di computer.

9 thoughts on “Cose serie (2)

  1. La concorrenza funziona male perchè anche avendo liberalizzato la vendita al dettaglio, la distribuzione rimane regolamentata, e anche l’attività di vendita, in larga parte, è soggetta a una serie di vincoli regolamentari che lasciano meno spazio all’iniziativa privata. C’è ancora la tariffa “mercato vincolato” che è stabilita dall’Aeeg. Quindi quella funge da riferimento necessario per tutti gli operatori. La tariffa regolamentata, peraltro, è orientata al costo, quindi i margini per strutturare un’offerta “libera” sono più limitati.

    Poi, moltissimi utenti finali stanno cambiando operatore, e lasciano indietro l’ultima bolletta da pagare. L’autorità cosa fa? tutela gli operatori uscenti, dicendo che il nuovo operatore dovrà “recuperare” anche il credito di quello vecchio. Ma si è mai sentita una cosa del genere in un settore di libero mercato? http://www.ilsole24ore.com/pdf2010/SoleOnLine5/_Oggetti_Correlati/Documenti/Tecnologie/2013/04/tabella-Authority-energia-elettrica.pdf?uuid=804084ee-a5a6-11e2-9bcc-604d948c6bf5

    Inoltre, la produzione-importazione rimane un oligopolio. Se tutti comprano dallo stesso produttore, difficilmente ci sarà possibilità di una VERA concorrenza sul prezzo. Ma noi non abbiamo il nucleare, non vogliamo i rigassificatori, etc etc…

    Bisognerebbe capire un settore per parlarne con cognizione (non che io capisca tutto, sia chiaro, ma la questione non mi sembra da ridurre a maggior “trasparenza sui prezzi”)

    Sui prezzi: come spiega sul sito dell’Autorità, e’ corretto indicare quello della materia prima, che è l’unica componente sulla quale i venditori hanno effettivamente controllo. Le altre componenti sono stabilite dall’Aeeg e aggiornate ogni tre mesi, inoltre sono diverse a seconda degli ambiti. Ma sono le stesse per tutti gli operatori (se guardi l’offerta Hera che citi sopra, nelle “righe piccole” dice che il costo della materia prima è il 38,8%, non il 41,2%, quindi analoga a quella indicata da Eni). Peraltro, il prezzo complessivo della fornitura può essere soltanto una stima, poichè gli elementi regolamentati variano. Per questa ragione non possono dirti un “prezzo complessivo” fisso “reale”.

    • Mi spiace, non sono per niente d’accordo.

      Se gli oneri cambiano ogni tre mesi, vorrà dire che i fornitori aggiorneranno il sito ogni tre mesi, che c’entra il consumatore? I listini dei produttori di automobili cambiano ogni mese, e allora? Il prezzo al’ingrosso del caffé cambia ogni giorno, e allora? Il prezzo del petrolio cambia ogni ora, forse che alla pompa mi dicono il prezzo della “materia prima”? E i benzinai cambiano il prezzo pubblicizzato ogni mattina, ma vogliamo scherzare….

      Tu dici “moltissimi” l’ENEA dice “pochi” (solo il 20%) – anche a me sembrano pochi, ma magari è come dici tu; dati che non ho riportato perché non riesco a trovare la fonte parlano di circa 1500 euro di spesa media per famiglia, moltiplica per 23 milioni di famiglie e ottieni 34,5 miliardi, molto vicino al massimo teorico, dunque la concorrenza NON sta funzionando.

      Gli attuali siti sono così chiari che il prezzo che mi ha fatto Hera (e che ho riportato sopra) me lo sono fatto dire al telefono ed è diverso (più basso) da quello riportato sul sito

      • Vorrei capire come “calcoli” quel “risparmio” che affermi ci sarebbe se funzionasse la concorrenza :-)

        I benzinai vendono tre tipi di carburante. Gli operatori e.e. e gas hanno moltissimi tipi di contratti. I costi fissi, come ti dicevo sopra, variano a seconda del comune in cui ti trovi, oltre che essere etero-aggiornati regolarmente. In altre parole, il sito dovrebbe riportare il prezzo mc del gas per ognuno dei 6000 (o quanti sono) comuni italiani, moltiplicato per le diverse offerte (tariffa mono oraria, bi oraria, tariffa per piccoli consumatori o consumatori più importanti, etc), e aggiornare il tutto ogni tre mesi. Ma vogliamo scherzare…

        E soprattutto il costo di tutto questo non finirebbe con l’essere posto in capo al consumatore finale…

      • E’ spiegato piuttosto chiaramente: dato che c’è anche adesso almeno un fornitore che vende il gas e la luce al prezzo minimo, maggiori le transazioni allineate a quel prezzo, maggiore il risparmio degli acquirenti, fino ad un massimo di 18 miliardi.

        P.S. Ti informo (perché sei distratto) che i siti dei venditori di energia GIA’ adesso chiedono il comune di residenza per darti un prezzo. Solo che te lo danno come vogliono loro, monco. Tutto quello che chiedo è che mi venga dato (per legge) completo e confrontabile, come il TAEG

    • va bene, non ti piace l’esempio dell’auto, usiamo l’esempio dei servizi telefonici se preferisci. Prova a immaginare che ti dessero il prezzo senza IVA o senza Tassa di Concessione Governativa….

    • …e comunque nel merito NON E’ vero. I prezzi di tutte le commodity variano molto velocemente e chi vende contratti a lungo compra, insieme alla materia prima, anche fiori di contratti di hedging che li proteggono proprio da queste oscillazioni. Ma il punto non è questo: NESSUNO li obbliga a fare un prezzo FISSO per due anni. Mi basterebbe sapere quale sia il prezzo ORA che sto comprando sapendo, come per la benzina, che poi potrà cambiare a causa delle fluttuazioni del mercato. I “prezzi fissi per due anni” se li sono inventati LORO senza che nessuno glieli abbia chiesti

  2. Sull’ultimo punto condivido, potrebbero fornire un’opzione di calcolo sul sito che ti rappresenti “ad oggi” quanto costa al mc o MWh l’energia che acquisti al prezzo di vendita proposto dal contratto che stai stipulando. Basterebbe inserire il tipo di contratto, cap, e il programmino potrebbe aggiungere anche tutte le voci “regolate” per darti il prezzo (che poi, non sono sicurissimo si possa fare, ci sono anche delle parti “fisse” che quindi vengono spalmate sull’intero consumo, e la cui incidenza diminuisce con l’aumentare dell’energia consumata? francamente non lo so)

    Il fatto che ci sia un operatore che – in un dato momento, a date condizioni – fornisca un prezzo “più basso” degli altri, permettimi, non è una distorsione, ma il normale funzionamento del mercato. Il comsumatore deve poter cambiar operatore (e qui, mi pare, ci siamo) e capire i prezzi (e qui torniamo al paragrafo sopra, anche se, a mio avviso, è il prezzo della materia prima che cambia, gli altri elementi rimangono gli stessi)

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