Luigi Cella non è

This is one of my rare posts about politics. Being also about LOCAL politics, it is in italian – luckily I don’t have to worry about pissing off large audiences. Finally, it is also a PERSONAL post, and it’s important not to be confused with other blogs where I post on behalf of groups.

Everything I say here, none of which of a kind-hearted nature, is my sole and exclusive responsibility.

Switching to italian…

Ci sono molte cose che Lei, signor Luigi Cella, non è.

Lei NON È un resistente; nonostante la Sua citazione (errata in modo grottesco) del motto di Che Guevara, su Lardirago non è calato nessun esercito oppressore e dunque Lei non guida nessun manipolo di coraggiosi contro un nemico in preponderanza di mezzi e forze.

Lei NON È una vittima, non è sottoposto a nessuna persecuzione, non rappresenta nessun popolo ma solo se stesso e, forse, una sparuta minoranza. Anzi, ma questo è un parere personale, se si ri-votasse oggi, scommetto che i 208 voti che ha ricevuto sarebbero molti di meno.

Lei NON È perseguitato dalla magistratura, dai “poteri forti”, dalle lobby economiche, dai potentati finanziari, dal Collegio Ghislieri. Lei raccoglie oggi quello che ha seminato negli ultimi 15 anni; detta come va detta, Lei non è abbastanza importante perché qualcuno perda troppo tempo con Lei, visto che basta aspettare e prima o poi, come sta avvenendo, il fastidio verrà rimosso.

Lei NON È architetto, nonostante quello che ha scritto sulla Sua carta di identità, le firme sugli atti del Comune e quello che Lei stesso in passato ha raccontato. Questo fatto è stato definitivamente acclarato dalle autorità competenti, ma non va dimenticato.

Lei NON È un fine conoscitore della dialettica politica. Gli sguaiati articoli sul Suo blog parlano chiaro: Lei vomita invettive esclusivamente di natura personale contro chi Le si oppone, facendo supplenza alla pochezza logica del Suo argomentare (per tacer dell’uso disinvolto della grammatica) con una violenza verbale inaudita e sconcertante.

Lei NON È un abitante di Lardirago, o meglio, lo è anagraficamente, ma non certo eticamente. Io sono a Lardirago solo da due anni, ma finora qui ho conosciuto solo gente che lavora sodo e che pensa al futuro dei propri figli. Nessuno a Lardirago penserebbe di insultare anche il più umile dei lavoratori disprezzando ciò che gli dà da vivere; invece questo è l’unico Suo registro comunicativo. Vaccari è “il verziere”, Gelmetti un “leguleio”, Ferri un “esodato bancario, non banchiere” e via di questo passo. Attendo con curiosità che Lei finalmente capisca che lavoro faccio per trovarmi un dispregiativo su misura.

Lei NON È interessato al benessere e al progresso di Lardirago, ma solo ed esclusivamente a quello di Luigi Cella, difendendo le Sue piccole rendite di posizione e restando abbarbicato ad una minuscola, insignificante scheggia di potere che vorrebbe continuare a esercitare con l’arroganza che Le è caratteristica, evitando di rendere conto delle Sue azioni.

Lei NON È PIU’ un Consigliere comunale. Come nel suo diritto ha presentato un ricorso su cui l’Autorità Giudiziaria si pronuncerà a gennaio. Ne riparleremo allora.

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